Comune di Vigevano
Provincia di Pavia
Orari SUE
Mercoledì
10.30 - 13.00-
L'appuntamento con i tecnici istruttori potrà essere fissato solo successivamente ad un passaggio preliminare con il front-office SUE

QUESITO POSTO ALLA REGIONE LOMBARDIA  –  AREA AFFARI ISTITUZIONALI
Si richiede se è applicabile la deroga prevista dall’art. 9 comma 1 della legge 122/89 anche agli edifici di nuova costruzione; si chiede cioè, dato atto che ai sensi della legge 122/89 art. 2 comma 2 (di modifica dell’art. 41 sexies della l. 1150/42), nelle nuove costruzioni devono essere riservati appositi spazi per parcheggi in misura non inferiore a 1mq per ogni 10mc di costruzione, se questi stessi possano essere individuati in deroga agli indici previsti dal PGT anche nel caso di nuova edificazione e non solo nel caso di edifici esistenti

RISPOSTA DELLE REGIONE LOMBARDIA
I parcheggi che possono essere realizzati 'in deroga' ai sensi dell’art. 66 della l.r. n. 12/2005 sono esclusivamente quelli a servizio di edifici esistenti, non anche quelli a servizio di nuovi edifici (cfr. sentenza del Consiglio di Stato, sez. V, 24 ottobre 2000, n. 5676). 
Le tipologie di parcheggio di cui sopra sono le medesime di cui all’art. 9 della L. n. 122/1989, che viene espressamente richiamato dalla norma regionale, ovvero sia nel sottosuolo o al piano terreno di fabbricati già esistenti. 
In conclusione si ritiene inapplicabile il regime di deroga ai parcheggi connessi a nuovi edifici, con conseguente necessità di realizzarli in conformità alla disciplina urbanistico-edilizia comunale. 

 

QUESITO POSTO ALLA REGIONE LOMBARDIA  –  AREA AFFARI ISTITUZIONALI 

In relazione alle nuove disposizioni dettate dall’art. 16 comma 4 punto d-ter del DPR 380/2001 si chiede se trova applicazione quanto disposto dalla l.r. 12/2005 art. 44 comma 1 e 103 comma 1 let. a).
Si chiede cioè se trova applicazione in Lombardia la seguente disposizione:
Dpr 380/2001

Art. 16 (L) - Contributo per il rilascio del permesso di costruire
……
4. L'incidenza degli oneri di urbanizzazione primaria e secondaria è stabilita con deliberazione del consiglio comunale in base alle tabelle parametriche che la regione definisce per classi di comuni in relazione:
a) all'ampiezza ed all'andamento demografico dei comuni;

……..
d-ter) alla valutazione del maggior valore generato da interventi su aree o immobili in variante urbanistica, in deroga o con cambio di destinazione d'uso. Tale maggior valore, calcolato dall'amministrazione comunale, è suddiviso in misura non inferiore al 50 per cento tra il comune e la parte privata ed è erogato da quest'ultima al comune stesso sotto forma di contributo straordinario, che attesta l'interesse pubblico, in versamento finanziario, vincolato a specifico centro di costo per la realizzazione di opere pubbliche e servizi da realizzare nel contesto in cui ricade l'intervento, cessione di aree o immobili da destinare a servizi di pubblica utilità, edilizia residenziale sociale od opere pubbliche.

(lettera aggiunta dall'art. 17, comma 1, lettera g), legge n. 164 del 2014)
Preso atto che ai sensi dell’art. 103 della l.r. 12/05, l’art. 16 del Dpr 380/01 viene disapplicato.

RISPOSTA DELLA REGIONE LOMBARDIA.

Le modifiche e integrazioni apportate dal D.L. n. 133/2014 (c.d. Sblocca Italia) all'art. 16 del D.P.R. n. 380/2001 in materia di contributo di costruzione non hanno un impatto diretto nella nostra Regione, ove il predetto articolo 16 è dichiarato disapplicato fin dal 2005 per effetto dell'art. 103, comma 1, lett. a, della L.R. n. 12/2005. Ciò in quanto in materia di determinazione degli oneri di urbanizzazione la disciplina di riferimento in Regione Lombardia è data dall'art. 44, comma 1, della L.R. n. 12/2005, che prevede a carico dei Comuni un "obbligo di aggiornamento ogni tre anni"  e indica chiaramente quali parametri di riferimento, ai fini della definizione delle tariffe, le "previsioni del piano dei servizi e ... del programma triennale delle opere pubbliche", nonché i"prevedibili costi delle opere di urbanizzazione primaria e secondaria". Il dispositivo regionale testé richiamato, indubbiamente innovativo, sostituisce a tutti gli effetti la disciplina di cui all'art. 16 del T.U. statale, non fa più nessun riferimento alle tabelle parametriche regionali, stabilendo invece che gli oneri di urbanizzazione, "con obbligo di aggiornamento ogni tre anni" (in luogo dei cinque previsti dalla normativa statale), vengano determinati in piena autonomia dai Comuni, in base agli obiettivi e ai contenuti della propria programmazione in tema di servizi e opere pubbliche, con ciò valorizzando la connessione tra programmazione degli interventi e capacità di spesa. Si precisa che in occasione della prossima iniziativa legislativa di aggiornamento della L.R. n. 12/2005 si provvederà a confermare la disapplicazione, già oggi prevista, dell'art. 16 del D.P.R. n. 380/2001, da intendersi riferita anche al comma 4 come integrato per effetto dell'art.17, comma1,lett.g),n.3 del D.L.n.133/2014 convertito con modificazioni dalla legge11novembre2014,n.164. 

 

DOMANDA

Si chiede quale sia la classificazione della destinazione d'uso per un centro scommesse (esempio SNAI ) per valutare la fattibilità di un intervento edilizio su un immobile esistente.

RISPOSTA

che il "centro scommesse" è attività da classificarsi all'interno delle funzioni terziarie U3/7 con Carico urbanistico Alto (Cu A), come individuate dal paragrafo 8 delle norme del Piano delle Regole del PGT.

 

DOMANDA

Si chiedono delucidazioni sul cambio di destinazione d'uso di 31 mq di superficie utile che da produttivo diventa commerciale.

Praticamente uno spazio adibito a negozio all'interno di un capannone industriale funzionale alla vendita al minuto a privati.

 

RISPOSTA

 

il cambio di destinazione d'uso è ammissibile se la nuova funzione è tra quelle previste dalla disciplina urbanistica a cui è sottoposta l'area oggetto di intervento;
gli esercizi commerciali con superficie di vendita (da non confondersi con la superficie utile) inferiore a 250 mq sono classificati come "esercizi di vicinato"; il cambio d'uso implica anche la quantificazione dell'incremento del carico urbanistico.

 

DOMANDA

Si chiede quali oneri di urbanizzazione primaria e secondaria vadano applicati per una sanatoria di una tettoia, in zona produttiva (art.35 del PdR), senza aumento di superficie coperta con intervento che è stato realizzato nel 2010/2011.

Si chiede anche di conoscere il costo della sanzione per l’ottenimento della conformità  paesaggistica e del Permesso di costruire e/o SCIA in sanatoria.

RISPOSTA

La sanatoria di una tettoia ad uso produttivo comporta la corresponsione degli oneri relativi alle nuove costruzioni ed in misura doppia (art. 36 del DPR 380/01).

Per la conformità paesaggistica occorre produrre perizia di stima per la determinazione della sanzione pecuniaria (art. 167 del Dlgs. n. 42/04), consistente nel pagamento di una somma equivalente al maggiore importo tra il danno arrecato ed il profitto conseguito mediante la trasgressione, comunque in misura non inferiore a cinquecento euro.

Il titolo idoneo per la sanatoria edilizia è il Permesso di Costruire a sanatoria; per l'accertamento di compatibilità paesaggistica occorre fare riferimento alla circolare del Ministero per i Beni e le Attività Culturali n. 33 del 26/6/2009 che ammette i portici, collegati al fabbricato, aperti su tre lati contenuti entro il 25% dell'area di sedime del fabbricato stesso.

 

DOMANDA

Il fabbricato oggetto di intervento è disciplinato dall'art. 22 del PdR; il fabbricato interessato dall'intervento non è sottoposto a vincolo storico-artistico.

In tale fabbricato si devono predisporre due pratiche edilizie per i seguenti interventi:

a) Opere interne di manutenzione straordinaria all'unità immobiliare ad uso civile abitazione al piano terzo per diversa distribuzione di spazi interni e sostituzione degli infissi esterni (portefinestre escluse le persiane).

b) Opere esterne di rifacimento del manto di copertura del tetto attualmente in coppi di cotto che sarà eseguito con posa di lastra ondulata sottocoppo con ganci fermacoppo e posa del manto di copertura riutilizzando i coppi preesistenti con la sostituzione di quelli rotti (circa il 25%). L'intervento non comporterà modifiche della sagoma e delle altezze in gronda ed al colmo del tetto.

Si chiede per i sopraccitati interventi che tipologia di pratica è richiesta e, per l'intervento b), se occorre presentare richiesta di autorizzazione paesaggistica e/o per entrambi gli interventi se occorre presentare richiesta di autorizzazione alla Sovrintendenza di Milano.

RISPOSTA

1 - per le opere di copertura descritte non occorre preventiva autorizzazione paesaggistica poiché viene mantenuto il materiale di copertura e le attuali geometrie del tetto. Le pratiche edilizie che possono essere depositate sono la CILA o la SCIA (il costo non varia in termini di diritti). La SCIA è il titolo adeguato nel caso in cui, durante le lavorazioni, viene anche sostituito qualche listello danneggiato.

2 – analogamente per le opere interne all'abitazione si ricorda che la SCIA, diversamente dalla CILA, consente la realizzazione di varianti in corso d'opera.

In relazione alla sostituzione dei serramenti esterni si segnala che il vigente Regolamento edilizio prescrive l'impiego del legno come unico materiale in centro storico. Pertanto se la sostituzione prevede l'installazione di serramenti di materiale differente (alluminio, PVC) è necessario che venga presentata domanda di autorizzazione paesaggistica con eventuale motivata richiesta di deroga al Regolamento Edilizio.

 

DOMANDA

Il quesito riguarda una pratica edilizia per la realizzazione di una recinzione chiusa in legno al fine di realizzare un'isola ecologica protetta: si chiede la tipologia (CILA, SCIA, ecc) di pratica edilizia da presentare, in quanto in sè risulta una nuova costruzione, ma comunque si tratta di una recinzione in legno atta a consentire una fruizione più organizzata e pulita del servizio pubblico di raccolta dei rifiuti solidi urbani. Si precisa che tale recinzione verrebbe realizzata all'interno di un'area privata e non su area pubblica.

RISPOSTA

Poichè si tratta di nuova costruzione può essere presentata una DIA alternativa al Permesso di costruire. L'inizio dei lavori deve essere comunicato 30 giorni dopo il deposito.

La SCIA o la CILA sarebbero stati i procedimenti adeguati qualora si fosse trattato di una manutenzione straordinaria, pur modificativa delle caratteristiche costruttive, di una recinzione esistente

 

DOMANDA

Si chiede nulla osta all’apertura di una sala giochi e scommesse sportive con annesse slot tenendo conto del divieto di apertura di questa fattispecie di attività  se ci sono luoghi cosiddetti “sensibili” a meno di 500 mt. di distanza,

RISPOSTA

Si segnala che le "sale gioco" sono identificate, nel par. 8 del glossario del Piano delle Regole del PGT, come funzioni terziarie U3/7 con carico urbanistico alto (Cu A). Pertanto tali funzioni sono insediabili sul territorio se compatibili con la disciplina urbanistica a cui è sottoposta l'area di intervento.

 

DOMANDA

Cosa si può fare su terreni con  retino  bianco sulle tavole sia PdR che PdS ?.

RISPOSTA

Bisogna consultare il Documento di Piano


DOMANDA

Cosa si può fare su terreni facente parte di un PL ma con convenzione scaduta?

RISPOSTA

Le aree a pianificazione esecutiva definita sono disciplinate dall’art. 57 del PdR.

Per le convenzioni attuative di PL ci si può avvalere della proroga ai sensi dell'art. 30, comma 3bis L.98/2013.

 

 

DOMANDA

In riferimento a specifica pratica edilizia,  dopo colloqui con l'ASL di Vigevano per la richiesta di un parere preventivo viene fornita la definizione di impianto termico.

Nella definizione si legge che : " non sono considerati impianti termici apparecchi quali: caminetti, scaldacqua unifamiliari; tali apparecchi, se fissi, sono tuttavia assimilati agli impianti termici quando la somma delle potenze nominali del focolare degli apparecchi a servizio della singola unità
immobiliare è maggiore o uguale ai 15 KW".

La caldaia a condensazione in questione ha una potenza attorno ai 23KW.

In sintesi: uno scaldacqua con potenza superiore ai 15 KW è assimilabile ad un impianto termico e la normativa prevede che si possa derogare allo scarico a tetto dei fumi nel caso (come quello in cui ricadiamo) venga installata una caldaia a condensazione che rispetti determinate caratteristiche (come lo è quella in questione).

RISPOSTA

Infatti il beneficio della deroga  per l'installazione di caldaie a condensazione con scarico diretto a parete, quindi senza portare a tetto i fumi della combustione, è consentito, tra i vari casi, qualora si proceda alle ristrutturazioni di impianti termici autonomi (la norma riporta “individuali”) già esistenti, in stabili plurifamiliari, qualora nella versione iniziale non dispongano già di camini, canne fumarie o sistemi di evacuazione dei prodotti delle combustione come previsto dall'art. 5 comma 9-bis lett. d) del D.P.R. 26.08.1993 n° 412 introdotto dall'art. 14 comma 8 d.lgs 102/2014.

L'impianto esistente prima delle opere era di tipo centralizzato e lo è tutt'ora, la nuova caldaia, seppur assimilabile per potenza nominale al focolare superiore a 15 Kw, è impiegata per il solo riscaldamento dell'acqua calda sanitaria e oltretutto di nuova installazione, non equiparabile a ristrutturazione poichè inesitente prima degli interventi, condizione che conferma l'esclusione del beneficio della deroga sopra riportata rendendo necessaria la previsione di sistemi di evacuazione dei fumi a tetto.

Inoltre è necessario il deposito del consenso da parte del condominio per i lavori previsti

 

DOMANDA

CILA a sanatoria opere edili interne: una volta presentate verrà comunicato qualcosa dal Comune o, in assenza di integrazioni e/o comunicazioni, si può ritenere conclusa la pratica?

RISPOSTA

Nei procedimenti di CILA il Comune effettua comunicazione solo in caso di carenza di documentazione e/o errori. La pratica si ritiene conclusa formalmente con l’avvenuta variazione catastale.

 

DOMANDA

Deve essere realizzato un cappotto termico sulle facciate di un palazzo condominiale.

La colorazione e la finitura delle facciate rimangono invariati rispetto a quelli esistenti, è necessaria una pratica paesistica  o può essere presentata direttamente una CILA?

RISPOSTA

La pratica necessita anzitutto preventivamente di autorizzazione paesaggistica semplificata e  nel rispetto delle distanze imposte dal Codice Civile.

Successivamente con l'ottenimento dell'autorizzazione paesaggistica si potrà inoltrare CILA per l'esecuzione delle opere.

 

DOMANDA

Il quesito riguarda un capannone; attualmente all'interno si svolge un attività di lavorazione carpenteria in ferro - metalmeccanica.

Si vorrebbe trasformare parte del capannone in commerciale per la vendita di accessori per mezzi agricoli legata ad una piccola officina per le riparazioni.

Visto il PRG e le norme si chiede:

 - nelle NTA al punto 35.06 sui parla di funzioni commerciali, posso pertanto trasformarne una parte? con che parametri?

- se è possibile trasformarla, quali sono i costi?

- Che tipo di pratica devo presentare? va bene una SCIA?

RISPOSTA

In relazione alla richiesta si comunica che ai sensi dell'art. 35.06 delle NA del PGT è ammessa la trasformazione di una parte del capannone produttivo in attività commerciale fino ad una sup. di mq. 500 di vendita.

A tal fine occorre la corresponsione degli oneri per:

1.      il cambio di destinazione d'uso da produttivo a commerciale (differenza tra le aliquote riferite alla nuova costruzione - €. 86,33/mq);

2.      la quota oneri di ristrutturazione dovuta per l'intervento (nel caso di interventi con opere sulla base del computo metrico estimativo);

3.      la quota del costo di costruzione nella percentuale del 10% del computo metrico estimativo;

4.      reperimento dei parcheggi (P2) (o monetizzazione x €. 70 al mq) nella misura di 3mq/10mq di Sul (differenza tra 5mq/10mq Comm. e 2mq/10mq Prod.)

Qualora venissero modificati i prospetti del fabbricato occorre richiedere preventivamente autorizzazione paesaggistica semplificata ai sensi dell'art. 146 del D.lgs 42/04.

Successivamente all'ottenimento dell'autorizzazione paesaggistica potrà essere inoltrata SCIA, DIA oppure Permesso di costruire contestuale alla richiesta di autorizzazione paesaggistica, per l'esecuzione delle opere.

 

DOMANDA

Devo comunicare l'esecuzione su pubblica via di alcuni lavori di riparazione dello scarico acque chiare, la cui perdita sta erodendo il sottosuolo e creando un buco.

Si tratta di opere urgenti da eseguirsi in circa mezza giornata, a spese del proprietario, ma non trovo il modulo per la comunicazione all'Ufficio competente.

RISPOSTA

per i lavori indicati ci si deve devi rivolgerti allo staff Viabilità del Comune ed eventualmente anche al Servizio Urbanizzazioni.

Al Servizio Edilizia privata non occorre alcuna pratica se non una comunicazione di manutenzione ordinaria per ripristino / riparazione danno (come da modello disponibile online).

 

COMUNICAZIONE

Nel caso di ricezione di messaggi non leggibili verificare se è stato utilizzato un indirizzo di posta PEC per la registrazione (in fase di registrazione al CPORTAL viene specificato che deve essere utilizzato un indirizzo di posta ordinaria). E’ probabile che vi siano PEC configurata per non ricevere messaggi da indirizzi di posta ordinaria.

 

DOMANDA

Devo effettuare una richiesta di occupazione permanente di suolo pubblico per un dehor.

Per tale richiesta è già stata ottenuta l’autorizzazione paesaggistica semplificata.

Si chiede come procedere.

RISPOSTA

Per l'autorizzazione alla realizzazione del dehor deve inoltrare richiesta al SUAP.

 

DOMANDA

In caso di demolizione totale di fabbricato esistente commerciale e ricostruzione parzialmente fuori sagoma sempre di fabbricato commerciale con Sul minore  rispetto a quella demolita, come si determinano i contributi di costruzione?

RISPOSTA

la demolizione con ricostruzione non fedele, ai sensi del D.P.R. 380/01 e della L.R. 12/05,  è una nuova costruzione; quindi gli oneri da applicarsi sono quelli delle nuove costruzioni con il 10% del CME per la quota relativa al costo di costruzione.

 

DOMANDA

Il quesito riguarda adempimenti relativi alla bonifica della copertura in lastre di fibrocemento amianto

E’ stata contattata una ditta specializzata per eseguire i lavori di stabilizzazione delle lastre in amianto cemento con successivo smaltimento e conferimento in discarica mediante tutte le procedure necessarie al trattamento dell’amianto e successivamente si provvederà alla posa di nuove lastre di copertura.

Si chiede se per l’esecuzione dei lavori possa bastare la semplice comunicazione dell’inizio dei lavori oppure è necessaria una CIA o altro

Si chiede quali siano i moduli da compilare e da dove possano essere scaricati.

RISPOSTA

Occorre presentare preventivamente autorizzazione paesaggistica semplificata ai sensi dell'art. 146 del D.lgs 42/04 per la modifica del materiale di copertura. L'autorizzazione paesaggistica non è necessaria qualora venisse utilizzata copertura dello stesso tipo - lastre in fibrocemento di tipo ecologico - e dello stesso colore.

Successivamente all'ottenimento dell'autorizzazione paesaggistica potrà essere inoltrata la CILA (nel caso di sostituzione della copertura con esclusione dell'orditura) o SCIA, per l'esecuzione delle opere.

 

DOMANDA

Il quesito riguarda un intervento in un’unità immobiliare posta su due piani;  si vorrebbero creare due unità immobiliari, e, con un aumento di Sul creare un vano scala esterno per collegare l'abitazione sita al piano primo con il cortile. Si chiede se è necessario ricorrere all’aumento di Sul consentito Una Tantum e se in quel caso è necessario predisporre un atto notarile,  e se il calcolo degli oneri deve essere fatto su tutta la superficie. 

RISPOSTA

In relazione alla richiesta si comunica se l'aumento di Sul è contenuto entro il limite consentito dall'indice di edificabilità fondiaria non è necessario ricorrere alla possibilità di ampliamento consentita  Una Tantum. Qualora l'aumento di Superficie fosse assentibile Una Tantum occorre atto notarile registrato e trascritto ai sensi dell'art. 9.11 delle NA del PGT vigente.

Il calcolo degli oneri è relativo all'ampliamento di Superficie.

 

DOMANDA

Si chiede se  sono ammessi i seguenti interventi di manutenzione straordinaria su edificio commerciale esistente, in area disciplinata dall’art. 36.10 del PdR, senza aver prima ottenuto l'approvazione del piano attuativo:

  • Opere interne quali: modifica spazi interni, adeguamento impiantistico ed alle norme sul risparmio energetico (cappotti)
  • Opere esterne: modifica prospetti e aperture (naturalmente previa richiesta autorizzazione paesaggistica).

Non sono previste modifiche di sagoma, di volume dell'edificio e di  superfici di vendita.

RISPOSTA

Sono ammessi interventi finalizzati a consentire l’adeguamento degli impianti tecnologici e la manutenzione degli immobili al fine di evitare il deterioramento.

Si ribadisce l’obbligo, in tutti gli altri casi, di predisporre apposito piano attuativo.